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Teatro Due Roma | Teatro stabile d'essai

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dal 31 gennaio al 30 aprile 2017

 

Da gennaio ad aprile, la Società per Attori e il Teatro Due di Roma presentano la rassegna LEI • attraversamenti in territori femminili, un ciclo di spettacoli che, attraverso la scrittura, la regia e la performance attoriale, rappresentano la complessità delle dinamiche della vita, in tutte le sfumature psichiche e relazionali, viste dal punto di vista femminile. Un contenitore di proposte, progetti, idee, esperienze in cui le peculiarità del femminile e le problematiche connesse, ancora oggi spesso trascurate o minimizzate, possano rendersi più visibili e riconoscibili.

 

LEI sono le quattro giovani donne che danno voce a Girls Like That di Evan Placey per la regia di Emiliano Russo. Quattro anime plastificate, impermeabili a ogni sentimento, che danzano spericolatamente in un mondo animato da dinamiche perverse, in una società digitale annidata tra i labirinti di smartphone ultra-tecnologici, custodi di segreti insondabili e solitudini abissali.

 

LEI, è il corpo nudo e ribelle di Silvia Gallerano nel pluripremiato La Merda di Cristian Ceresoli che dopo aver conquistano le platee di tutta Europa (Premio Fringe Festival di Edimburgo 2012) riapproda a Roma. Una tragedia moderna per voce femminile che parla dell’Italia nella sua nudità.

 

LEI sono due eterne figure storiche che, in epoche differenti, trovano nella religione l’una un approdo, l’altra un ostacolo. Clara Galante è Etty Hillesum nella Suite de Le imperdonabili, drammaturgia di Guido Barbieri, una delle più intense e commoventi figure del Novecento. Gli stati d’animo più intimi di una donna che ha saputo trovare Dio lì dove sembrava che non ci fosse spazio per speranza alcuna, nei campi di sterminio nazisti dove con lei morì tutta la sua famiglia.  Francesca Bianco è invece Ipazia, la più celebre matematica e filosofa dell'antichità, che il cristianesimo volle oscurare perché pagana. il Sogno di Ipazia di Massimo Vincenzi per la regia di Carlo Emilio Lerici è l’appassionante racconto di una donna che ancora oggi, a 1600 anni dalla sua uccisione per mano di fanatici religiosi, è un simbolo della libertà di pensiero.

 

LEI è la povera e disperata donna meridionale di Raccionepeccui di Giuseppe Bertolucci, cui dà corpo ed anima Marina Confalone. Un pluripremiato monologo comico, nero, rosa, lugubre, poetico, dove la grande attrice napoletana vomita in scena l’incredibile vicenda della sua vita: l’orfanotrofio, l’insegnamento elementare in una scuola di paese, il calvario dell’emarginazione omosessuale, il primo grande amore, l’inferno dell’omicidio, la maternità. Una violenta deflagrazione mentale che si traduce in deflagrazione espressiva.

 

 

LEI è la Voce (in)umana dell’amante dolorosa di Jean Cocteau, interpretata da Carmen Giardina e trasportata dal regista Marco Carniti in una dimensione contemporanea, incastrata nell’ingranaggio emotivo infernale di una routine quotidiana. Una “donna sull’orlo di una crisi di nervi” che, straziata per l’abbandono dell’amante, vive in un suo spazio fermo nel tempo, invasa dai mezzi di comunicazione. Un riuscito “esperimento” teatrale che dà l’opportunità per un dialogo contemporaneo con Cocteau sul buio esistenziale e il vuoto interiore causati dall’amore.

 

LEI è, di volta in volta, autrice-regista-interprete di ben tre atti unici. Laura Rondinelli presenta infatti tre suoi lavori premiati in vari festival. Si comincia con A testa sutta, regia di Giovanni Carta, il racconto di un giovane ragazzo, un’anima mite in una Palermo che non accetta gli indifesi, “perché se non sei capace a lottare è meglio non esserci”. Poi è la volta di Giacominazza, regia dell’autrice, un dialogo fra due donne, due generazioni, due modi opposti di affrontare la vita, ma che trovano un legame indissolubile nell’opporsi ai pregiudizi morali, al chiacchiericcio maligno, alla cattiveria del quotidiano. Chiude la trilogia Taddrarite, uno spettacolo interpretato e diretto dalla stessa autrice che riesce a raccontare con pungente ironia il dramma, quanto mai attuale, della violenza sulle donne.

 

LEI pone l’interrogativo Di chi è la Terra? con Daniela Giordano e Danila Massimi, una ballata rap per alimenti e cose che porta alla luce, in modo originale e ironico, il tema attualissimo del rapporto tra uomo e ambiente. Il cibo è cultura, scambio, educazione, in una storia nella quale si affacciano personaggi, alimenti e cose che presentano ciascuno le loro problematiche.

 

LEI è una ragazza che crede di essere incinta in Maternità inattesa di Marco Pizzi per la regia di Valerio Puppo interpretato da giovani attori neodiplomati dell’Officina Pasolini di Roma. Una commedia brillante che affronta le complicazioni e le ansie che può scatenare il possibile arrivo di un figlio in una giovane coppia. In particolare, Lei non vorrebbe rinunciare al figlio, Lui ai propri progetti, tanto più che quel “figlio” l’avrebbe concepito pensando a un’altra ragazza… 

 

LEI sono due amiche che in L’una nell’Altra di Valentina D'Andrea con Flavia Germana de Lipsis e Valentina D'Andrea, trovandosi in una casuale condizione di attesa, ripercorrono oniricamente le loro vite svuotando le rispettive borse di parole non dette. Sono due donne che rappresentano una generazione che ha vissuto rincorrendo sogni di gloria, che si ritrova alla periferia della speranza, a desiderare d’essere “altro”, a un soffio dall'esplosione.

 

LEI, per finire, sono le due figure femminili viste attraverso le lenti deformanti del protagonista di Sulle Spine, un “noir psicologico a tinte comichedi Daniele Falleri, interpretato da Urbano Barberini. L’uomo, guidato da una lucida follia, modifica i destini delle due donne della propria famiglia, passando indenne attraverso situazioni ai limiti dell’attacco cardiaco.

 

LEI, una kermesse di proposte drammaturgiche e percorsi teatrali riuniti in una cornice in grado di valorizzare le infinite sfumature dell’animo femminile.

 

 

 

 

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